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Reati ambientali e imprese: cosa cambia con la Legge 147/2025

Il desk Fòrema a supporto di HSE Manager e aziende

Con la conversione del decreto-legge 116/2025 nella Legge 147 del 3 ottobre 2025, il quadro dei reati ambientali viene rafforzato in modo significativo, con impatti diretti sull’operatività delle imprese e sulle responsabilità di chi presidia i temi HSE, ambiente e compliance normativa.

Il provvedimento – spesso associato al cosiddetto “decreto Terra dei Fuochi” – ha in realtà applicazione su tutto il territorio nazionale e introduce modifiche rilevanti al Testo Unico Ambientale, al Codice penale e alla responsabilità amministrativa degli enti ex D.Lgs. 231/2001.

 

Gestione dei rifiuti: più controlli e sanzioni più severe

Uno dei pilastri della riforma riguarda la gestione dei rifiuti, con un deciso irrigidimento del quadro sanzionatorio e dei controlli.
In particolare, la Legge 147/2025 introduce:

  • una definizione più puntuale delle violazioni ambientali;
  • un inasprimento delle sanzioni per abbandono, gestione non autorizzata e combustione illecita di rifiuti;
  • un rafforzamento dei controlli su tracciabilità, documentazione e spedizioni transfrontaliere.

Anche comportamenti considerati in passato “minori” o gestiti in modo non strutturato possono oggi assumere rilevanza penale, con conseguenze che vanno ben oltre la sanzione economica e incidono sulla continuità operativa dell’impresa.

 

Le conseguenze extra-penali: autorizzazioni e contributi a rischio

Un aspetto particolarmente critico per le aziende riguarda gli effetti amministrativi collegati a una condanna definitiva per reati ambientali.

La normativa prevede infatti la possibilità di:

  • sospensione o revoca delle autorizzazioni ambientali;
  • perdita di contributi, incentivi e agevolazioni pubbliche.

Per molte imprese questo può tradursi in blocchi operativi, ritardi produttivi e danni reputazionali, con impatti diretti sulla continuità del business e sui rapporti con clienti, istituti di credito e stakeholder.

 

Reati ambientali e D.Lgs. 231/2001: aumenta il rischio per l’ente

La Legge 147/2025 amplia inoltre l’ambito dei reati ambientali rilevanti ai fini del D.Lgs. 231/2001, aumentando in modo significativo l’esposizione delle imprese.

Le conseguenze possono includere:

  • sanzioni pecuniarie più elevate;
  • misure interdittive rafforzate;
  • maggiore responsabilità per amministratori, dirigenti e figure apicali.

In questo contesto, una gestione non adeguata dei processi ambientali e dei rifiuti può trasformarsi rapidamente in un rischio penale, patrimoniale e organizzativo, con effetti estesi sulla governance aziendale.

 

Il supporto Fòrema: nasce il desk Ambiente e Compliance

Per supportare le imprese in questo scenario normativo in rapida evoluzione, Fòrema ha attivato un desk dedicato ad Ambiente e Compliance, pensato per affiancare aziende, RSPP e HSE Manager nella gestione del nuovo quadro dei reati ambientali.

Il desk nasce dall’orientamento e dall’esperienza di tecnici che integrano competenze giuridiche, tecniche e organizzative, con l’obiettivo di:

  • supportare le aziende nella lettura operativa della Legge 147/2025;
  • valutare i rischi ambientali e 231 legati ai processi aziendali;
  • affiancare RSPP e HSE Manager nella costruzione di sistemi di gestione e modelli organizzativi efficaci;
  • ridurre l’esposizione a sanzioni, fermi operativi e responsabilità della governance.

La Legge 147/2025 segna un vero cambio di paradigma nella gestione dei reati ambientali, imponendo alle imprese un approccio più strutturato, integrato e consapevole.

Non si tratta solo di evitare sanzioni, ma di integrare ambiente, sicurezza e compliance nelle strategie aziendali, rafforzando il ruolo della prevenzione come leva di tutela e competitività.

Fòrema è al fianco delle imprese con servizi di consulenza, formazione e assistenza operativa per affrontare il nuovo scenario normativo in modo consapevole e sostenibile.

Desk Ambiente e Compliance: scrivici a  sicurezza@forema.it

 

FAQ – Reati ambientali e imprese (Legge 147/2025)

  1. Cosa prevede la Legge 147/2025 sui reati ambientali?
    La Legge 147/2025 rafforza il sistema dei reati ambientali introducendo sanzioni più severe, controlli più stringenti e una maggiore responsabilità per le imprese, in particolare in materia di gestione dei rifiuti, tracciabilità e spedizioni transfrontaliere.
  2. La Legge 147/2025 riguarda solo la “Terra dei Fuochi”?
    No. Sebbene il provvedimento sia spesso associato al cosiddetto decreto Terra dei Fuochi, la Legge 147/2025 ha applicazione su tutto il territorio nazionale e si rivolge a tutte le imprese, indipendentemente dal settore o dalla localizzazione geografica.
  3. Quali sono i principali rischi per le imprese?
    I principali rischi riguardano: sanzioni penali ed economiche più elevaterevoca o sospensione delle autorizzazioni ambientali; perdita di contributi e incentivi pubblici; responsabilità dell’ente ai sensi del D.Lgs. 231/2001; danni reputazionali e fermi operativi.
  4. In che modo la gestione dei rifiuti espone l’azienda a rischi penali?
    Una gestione non conforme dei rifiuti (abbandono, deposito incontrollato, trasporto o smaltimento non autorizzato) può oggi configurare reati ambientali anche in assenza di dolo. La mancanza di tracciabilità e controllo documentale è uno dei principali fattori di rischio.
  5. I reati ambientali rientrano nella responsabilità 231?
    Sì. La Legge 147/2025 amplia l’elenco dei reati ambientali rilevanti ai fini del D.Lgs. 231/2001, aumentando il rischio di sanzioni pecuniarie e misure interdittive per l’ente, oltre alle responsabilità personali di amministratori e dirigenti.
  6. Qual è il ruolo di RSPP e HSE Manager nella prevenzione dei reati ambientali?
    RSPP e HSE Manager hanno un ruolo centrale nella: mappatura dei rischi ambientali; verifica della conformità dei processi; definizione di procedure operative e controlli; integrazione tra ambiente, sicurezza e compliance.
  7. Come può un’azienda ridurre il rischio di reati ambientali?
    Le imprese possono ridurre il rischio attraverso: una valutazione strutturata dei rischi ambientali; l’adozione o l’aggiornamento di sistemi di gestione ambientale; la formazione del personale; l’adeguamento dei modelli organizzativi ex D.Lgs. 231/2001; il supporto di consulenti specializzati.
  8. In che modo Fòrema supporta le imprese sui reati ambientali?
    Fòrema, attraverso il desk Ambiente e Compliance, affianca le imprese con: consulenza normativa e organizzativa; supporto a RSPP e HSE Manager; analisi dei rischi ambientali e 231; formazione tecnica e manageriale; assistenza operativa nella gestione dei processi ambientali.