Sicurezza
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La riforma della sicurezza introdotta dal DL 159/2025 impatta in modo diretto sulla gestione di scale, lavori in quota e sistemi di protezione collettiva, con scadenze stringenti già nel 2026. Parallelamente, per le imprese con più di 15 lavoratori, diventa obbligatoria la tracciabilità e l’analisi strutturata dei near miss, trasformando il “mancato infortunio” in un indicatore chiave di performance del sistema di prevenzione.
Il DL 159/2025 prevede, per le scale fisse oltre i 5 metri, l’obbligo di dotazione di gabbie di sicurezza o di sistemi anticaduta conformi all’art. 115, con un termine di adeguamento fissato al 1° febbraio 2026 per le installazioni esistenti. Questo porta RSPP e HSE manager a dover disporre di un censimento completo delle scale e dei percorsi verticali presenti in stabilimenti, magazzini e cantieri, con una chiara classificazione delle priorità di intervento.
La riforma ribadisce la priorità assoluta dei sistemi di protezione collettiva rispetto ai DPI individuali, spingendo verso soluzioni strutturali come parapetti, linee vita e passerelle protette. Il ricorso ai DPI deve essere residuale e giustificato in DVR, con adeguata formazione e addestramento pratico documentato nel fascicolo del lavoratore.
In questo nuovo scenario, la gestione dei lavori in quota non può essere trattata come un insieme di interventi spot. RSPP e HSE manager devono costruire una matrice che incroci: tipologie di attività in quota, attrezzature utilizzate, requisiti formativi degli operatori, frequenza delle manutenzioni e controlli periodici documentati.
La documentazione va allineata: procedure operative standard (SOP), permessi di lavoro in quota, registri di verifica delle scale e dei sistemi anticaduta, attestati di formazione specifica per lavori in quota, eventuali qualifiche aggiuntive. Tutto ciò deve confluire in un sistema digitale, coerente con il fascicolo elettronico del lavoratore e con le evidenze richieste dagli ispettori.
Per le imprese con più di 15 lavoratori, il DL 159/2025 introduce l’obbligo di tracciare e analizzare i near miss, con linee guida tecniche che l’INL dovrà pubblicare entro 6 mesi dall’entrata in vigore del decreto. Questo passaggio segna un’evoluzione culturale: il mancato infortunio non è più un “quasi incidente” da archiviare, ma una fonte strutturata di informazioni per la prevenzione proattiva.
Sul piano tecnico-organizzativo, RSPP e HSE manager dovrebbero: definire un processo standard di segnalazione (anche digitale) dei near miss, assicurare anonimato o tutela del segnalante, prevedere momenti periodici di analisi multidisciplinare (RLS, preposti, manutenzione, produzione) e generare azioni correttive/preventive tracciate. Le risultanze devono rientrare nel ciclo di miglioramento continuo del DVR e dei piani formativi.
Il DL 159/2025 rafforza gli obblighi relativi a DPI e indumenti di lavoro, imponendo che le attività di manutenzione, controllo e igienizzazione non comportino mai oneri economici per il lavoratore. Se gli indumenti sono individuati come DPI nel DVR, si applicano gli stessi obblighi di manutenzione e sostituzione previsti per i dispositivi di protezione, con responsabilità diretta dell’azienda.
Sul fronte sanitario, la sorveglianza è confermata come tempo di lavoro a tutti gli effetti, e il medico competente è chiamato a promuovere anche l’adesione ai programmi LEA e agli screening, inclusi quelli su alcol e droghe secondo le nuove indicazioni. Questo richiede un coordinamento puntuale tra HSE, HR e medico competente per pianificare visite e accertamenti senza impatti eccessivi su produzioni e turnazioni.
Nell’approfondimento operativo di Fòrema trovi mappe di controllo per scale e lavori in quota, esempi di schede near miss e una timeline degli adeguamenti richiesti dal DL 159/2025. Scarica il documento e usalo come guida per aggiornare il tuo sistema di gestione HSE entro le scadenze del 2026.”
Per informazioni scrivi a sicurezza@forema.it